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Tantra Massage Florence - Massaggi Tantra Siena - Tantra Milano

Tantric Massage Florence- Tuscany - Italy
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NAMASTE' STUDIO TANTRA DI HANASHYAN KAHSHAN
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27 marzo 2011

BURLESQUE


Sono sempre in cerca di qualcosa di insolito, siccome vengo dal mondo erotico e sono stata vedete per alcuni anni in un noto locale di lusso a Milano...
Per questa stagione lancio il mio "BURLESQUE"...per commemorare la mia femminilita, la mia esistenza da donna.
In qualche locale mi esibirò...farò per pura passione.
Beh come perfomer non sono mica male!

Il new Burlesque
Negli anni novanta, sull'onda della moda legata alla cultura vintage, è nato il new-burlesque, da cui viene fatto derivare anche il dark cabaret.

I nomi più famosi del panorama contemporaneo di questa forma artistica sono quelli di Immodesty Blaize, Dirty Martini, Julie Atlas Muz, le Pontani Sisters, Catherine D'Lish, Dita Von Teese.

Dopo la riscoperta all'interno dello showbiz statunitense, il burlesque si è diffuso anche in Australia e in diversi paesi d'Europa.

Molti divi musicali contemporanei si sono ispirati alla cultura del burlesque per le loro esibizioni: tra di loro Madonna, Christina Aguilera, Gwen Stefani e Lady Gaga.

Negli Stati Uniti invece, il burlesque si diffuse intorno alla metà del Settecento e per oltre un secolo non godette di consensi e popolarità.[2] Solamente intorno al 1865 venne rivitalizzato grazie ad una trasformazione di stile, genere e contenuti, che gli fece assumere una funzione di spettacolo di divertimento per adulti, imperniato su scene comiche a sfondo erotico o colte a piene mani dall'attualità, danze del ventre, siparietti improvvisati basati su doppi sensi, numeri di equilibristi o giocolieri, canti e danze.





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16 marzo 2011

Come fare un viaggio astrale

Alcune persone parlano di ‘viaggi astrali o ‘sdoppiamento del corpo’ come di un’esperienza nella quale qualcosa (il nostro corpo psichico) si scollega da qualcos’altro (il nostro corpo fisico). In realtà, questo succede ogni volta che dormiamo normalmente, solo che non ce ne rendiamo conto. Questo significa che i sogni sono ‘viaggi astrali’, qualsiasi nome vogliamo dargli. Quindi, parlando di ‘sonno lucido’ si intende che quando siamo nella dimensione onirica ci stiamo in termini coscienti in grado minore o maggiore, e pertanto possimo muoverci in quella dimensione a nostro piacimento, e andare nei luoghi fisici che desideriamo. Le persone che hanno doti particolari in questo campo o che lo hanno studiato a fondo possono farlo anche da svegli; in questo caso, entrano nella cosidetta ‘trance’, in cui lasciano in maniera cosciente il corpo e vanno dove vogliono col loro corpo sottile.

PASSAGGI

  1. Andate a dormire col proposito di svegliarvi dopo 4 ore, e svegliatevi prima dell’alba.
  2. Una volta svegli, alzatevi, stiratevi e state in piedi per qualche minuto, concentrandovi sull’esercizio che vi proponete di realizzare.
  3. Disponetevi a riaddormentarvi; ritornate a straiarvi in una posizione comoda, ripetendovi ‘Mi addormenterò mantenedo la coscienza e abbandonerò il mio corpo in piena lucidità’; quindi lasciatevi andare al sonno.
  4. Se vi svegliate subito dopo esservi addormentati (può accadre per il timore di fare l’esperienza), ripetete la frase di prima, e riaddormentatevi.
  5. Perderete temporaneamente lo stato cosciente nel momento in cui scivolate nel sonno, ma se perseverate potrete trovarvi fuori del corpo in termini coscienti.
  6. In genere è possibile rientrare nel corpo fisico solo desiderandolo, ma è possibile che chi ha paura di non riuscire a tornare possono avere delle difficoltà al ‘rientro’.
  7. Nei viaggi astrali si possono percorre grandi distanze, però se la persona che lo vuole realizzare è convinta di ciò che fa, riesce a farlo senza problemi.


Consigli

  • Durante la permanenza nel corpo sottile le persone avvertiranno che la percezione sensoriale si è enormemente estesa, e che più che il corpo sottile si distanzia dal corpo fisico, più aumenta: il campo visuale diventa polidirezionale, in grado cioè di captare immagini da tutte le direzioni simultaneamente e anologamente accade anche agli altri sensi.
  • Durante il viaggio sarà possibile incontrare corpi sottili di altre persone, proprio come nei sogni quando interagiamo con gli esseri più disparati.
  • Se volete andare in un determinato posto, dovete pensare che già ci state e che state vedendo, udendo toccando le cose che lo compongono; vi ci troverete, basta che ne siate sicuri.


Avvertenze

  • Se avete paura, non cominciate neppure; può essere pericoloso. La paura attira entità del basso astrale che possono perseguitarvi. Chi fa queste esperienze, deve essere preparato a fronteggiare questi eventuali incontri, perchè nel sonno normale il corpo agisce automaticamente e quando, ad esempio, si ha un incubo, ci fa svegliare subito, ma se si esce dal corpo in maniera lucida, siamo ‘noi’ a dover agire per tutelarci e se non lo si sa fare può succedere qualsiasi cosa.
  • Se volete utilizzare i viagggi astrali per fini malevoli o egoisti, non li fate assolutamente; la vostra negatività attirerà quella del mondo astrale e vi si ritorcerà contro con risultati disastrosi.


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Torna ad amare senza pensieri

Ho un metodo tutto mio per superare l'eiaculazione precoce. tutto Bio Naturale. Per altri disturbi (impotenza sessuale, ecc...) vi elenco likn sotto.
Ciao... Kika


Per l'impotenza sessuale o altri disturbi vi consiglio S.I.U Società Italiana di Urologia http://www.siu.it/ S.U.N Società Urologica Nuova http://www.societaurologianuova.it/ - Federazione Italiana Società Urologiche F.I.S.U http://www.fisuitalia.it/


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14 marzo 2011

ERBA COMMESTIBILE


Non potevo fare a meno di non pubblicare questo post. Sono chef gastronomico, mangio e cucino molto erbe coomestibile. Adoro!! Sono una coniglietta. La primavera è in arrivo e mi arrischisco con erbe di stagione, rischio anche di essere aggredita da qualche animale, cane, ecc.. Giro per le campagne vicine a casa mia...faccio lo sport JOGGING e arrivo a casa sempre con un bottino ricco di erbe locale. Ho molta conoscenza in erboristeria.

Tarassaco "Dente di leone"Tutti conosciamo la pianta della foto, ma quanti sanno che è commestibile e che si presta a svariate preparazioni ed usi? Leggete quanto appresso e se la curiosità rimane sollecitata, bene, alla prima occasione provvedete ad abbondante e gratuito raccolto. L'accortezza, però, deve essere quella di cercare prati lontani da strade molto trafficate, perchè la pianta, tanto è buona e ricca di vitamine e sostanze benefiche, tanto si arricchisce facilmente di sostanze tossiche, provenienti dagli scarichi delle auto. Dunque il tarassaco, è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini...
Pianta erbacea perenne, alta 20-30 centimetri, ha una radice "carnosa" da cui hanno origine le foglie a mazzetto e più peduncoli fioriferi; le foglie glabre, hanno una forma particolare ed inconfondibile: lanceolate-dentate (da cui dente di leone); i fiori sono numerosi per ogni piantina ed hanno un capolino giallo dorato; il piccolo frutto è un achenio munito di pappo (paracadute) che consente la sua dispersione con il vento.
In autunno giungono a maturazione le piccole bacche lucenti dette botanicamente drupe, di color nero-violaceo, dal sapore acidulo, riunite in grappoli, e molto ricche di vitamina C.
I boccioli non ancora schiusi posti sotto sale o sotto aceto si possono usare al posto dei capperi; la radice tostata in forno poi macinata fornisce un benefico surrogato del caffè, come l'orzo o la cicoria ad esempio.
Le radici, che si raccolgono da maggio a ottobre (si possono essiccare al sole per uso invernale) contengono: tarassicina, tarassina, tarasserolo (che agiscono sul fegato e sulla cistifellea), acido caffeico, oleico, linoleico, vitamina A B C D PP. Le foglie (fresche o essiccate) contengono: fitosterolo, tarassina, colina, vitamina C, tracce di tannino
Le foglie, assai ricche di vitamine e sali minerali , si raccolgono in primavera, quando sono tenere. Hanno un buon sapore amaro aromatico e si consumano sia crude, in insalata, sia cotte tipo spinaci (ripassate in padella con aglio e olio o con burro).
Si accompagnano bene a carni grigliate o fritte. Ottime nel minestrone o per la frittata. Il risotto al tarassaco si prepara come qualunque riso alle verdure.
Si possono unire alle Bietole da taglio, alla Borragine, alla Malva, alle Ortiche o ad altre erbe primaverili, anche mescolate tra loro.
Per chi ha problemi di costipazione intestinale o di foruncoli derivati dal lento funzionamento del fegato l'infuso di tarassaco, preparato mettendo a bollire un cucchiaio di radice in una tazza d'acqua, costituisce un ottimo rimedio. Esso è anche un buon diuretico.
Chi si sente sempre stanco può provare per una quindicina di giorni la cura degli steli di tarassaco: si colgono steli fioriti, si lavano poi si stacca il fiore e si mastica lentamente lo stelo che è amarognolo croccante e succoso come un'insalata. Da cinque a dieci steli al giorno, presi per una quindicina di giorni, svolgono una benefica funzione depurativa, rigenerano l'organismo e danno nuovo vigore.

Primula Primula officinalis- Primulacee

È comune nei boschi, lungo i canali d'irrigazione, vicino ai ruscelli. Io ho nel mio giardino!
Si utilizzano le foglie ed i fiori.
Occorre non eccedere nella raccolta per evitare l'estinzione della specie nelle varie zone.
Le foglie tenere, raccolte prima della fioritura, possono essere consumate crude, tagliuzzate grossolanamente, in insalate miste, oppure cotte nelle minestre.
I fiori possono essere usati per fare tisane oppure cucinati ed usati per guarnizioni o anche caramellati.


Se volete dare un'occhiatina al mio blog gastronomico...troverete ricette deliziose, ricco di immagine delle mie piettanze.

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12 marzo 2011

MEDITARE


MEDITARE

...se hai intenzione di meditare, non sarà meditazione ...se assumi deliberatamente un atteggiamento, una posizione, per meditare, allora la meditazione diventa un giocattolo, un trastullo della mente. Se decidi di districarti dalla confusione e dall'infelicità della vita, allora diventa un'esperienza dell'immaginazione — e questa non è meditazione.
La meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là del pensiero e del sentimento di ogni giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini... La meditazione non è fuga dal mondo; non è un isolarsi e chiudersi in sé, ma piuttosto la comprensione del mondo e delle sue vie... Meditare è deviare da questo mondo...
La meditazione non è un mezzo per un fine... La meditazione è la cessazione del pensiero... Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l'uno deve cessare perché l'altro possa essere. La meditazione apre la porta ad una vastità che trascende ogni immaginazione o congettura. Il pensiero è il centro intorno al quale c'è lo spazio dell'idea, e questo spazio può essere allargato da ulteriori idee. Ma tale allargamento mediante stimoli di ogni sorta non è la vastità in cui non c'è alcun centro. La meditazione è la comprensione di questo centro e quindi il suo superamento. Il silenzio e la vastità vanno insieme. L'immensità del silenzio è l'immensità della mente in cui non esiste un centro. La percezione di questo spazio-silenzio non procede dal pensiero. Il pensiero percepisce soltanto la sua proiezione, e il riconoscimento di essa è il suo confine... La meditazione non è un'attività dell'isolamento, ma l'azione nella vita quotidiana che esige cooperazione, sensibilità ed intelligenza. Senza il fondamento di una vita retta la meditazione diventa una fuga e non ha alcun valore.
Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o coltivare il silenzio. Questa è una forma di autoipnosi. Meditare non è chiudersi in un pensiero ideale, nell'incanto del piacere.
La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza commento, senza opinione — attentamente e costantemente — il movimento della vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione del pensiero, un silenzio che l'osservatore non può richiamare.

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LA PAURA

LA PAURA
La paura va situata tra i meccanismi di difesa dell'individuo. Rappresenta uno stimolo per attivare reazioni che servono a difenderlo dai pericoli dell'ambiente. Se un bambino non avesse paura del buio, potrebbe, volendo, sbattere contro qualche oggetto e ferirsi. Analogamente un cerbiatto che non avesse paura di un leone non riuscirebbe a scappare e verrebbe eliminato.
Vi è dunque una paura esistenziale, che va mantenuta e non certo curata. Occorre distinguerla da una paura clinica, che acquista una dimensione negativa, che, invece di proteggere, rende immobili e succubi. Essa diventa patologica quando si attiva senza che vi sia un pericolo reale o si esprime con una intensità eccessiva sproporzionata allo stimolo. Si può arrivare fino alla paura della paura, quando un soggetto non riesce più a far nulla poiché è spaventato dal fatto stesso di esistere. La paura clinica si inserisce nel grande capitolo dei disturbi d'ansia e quindi ne rappresenta uno dei punti. Sul piano della patologia vanno distinte vere e proprie malattie, come la malattia di attacchi di panico o il variegato gruppo delle fobie, la fobia per i luoghi aperti (agorafobia), per gli spazi chiusi (claustrofobia), e via via, fino alle fobie sociali, che costituiscono un gruppo in grande espansione in questo momento storico, come la fobia scolare, la fobia di parlare in pubblico. Si tratta di forme diverse di paura, che la propria immagine non sia adeguata. A questo proposito è da ricordare che la paura più frequente nella prima adolescenza, 11-16 anni, è quella di non piacere e di non piacersi, con la conseguenza di non venire accettato dal gruppo e rimanere soli. La paura è un sentimento fondamentale per capire due delle espressioni più gravi nell'ambito dei disturbi del comportamento: la violenza e la depressione. Quest'ultima rappresenta una furia psicologica, di fronte ad un ambiente percepito come ostile e che quindi spaventa. La violenza è una reazione opposta alla precedente. Invece di fuggire dall'ambiente che spaventa, lo si assale per distruggerlo. Se si vuol capire la violenza, è necessario prima conoscere la paura.


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LA SPIRITUALITA'

LA SPIRITUALITA'
La spiritualità è un’esperienza vissuta, un insieme di pratiche e una coscienza che ci allineano con un senso di santità di Tutto l’Essere.

In genere essa include:

- Un’esperienza d’amore e di connessione con il mondo e con gli altri;
- Il riconoscimento dell’Unità ultima di Tutto l’Essere, e, di conseguenza, della preziosità della terra e della santità di ogni essere umano sul pianeta;
- La convinzione che l’universo non sia negativo o neutro, bensì tenda verso la bontà e l’amore;
- Un atteggiamento gioioso e compassionevole verso sé e gli altri;
- Una profonda fiducia che ce ne sia abbastanza per tutti e che ogni essere umano meriti di condividere in ugual misura l’abbondanza del pianeta e la responsabilità di dar forma al nostro futuro;
- Il sentimento che il mondo sia pieno di un’energia spirituale cosciente, che trascende le categorie e i concetti e che tende verso la libertà, la creatività, la bontà, la connessione, l’amore e la generosità;
- Il sapere nel profondo di noi stessi che la nostra vita ha significato, tramite il nostro centro interiore, come manifestazione della bontà ultima dell’universo.

Questa è la spiritualità.

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INDUISMO - PARTE PRIMA

Il termine Induismo è stato creato dagli studiosi europei per classificare la distinzione fra vedismo e brahmanesimo, ma per alcuni la differenziazione fra queste due discipline religiose e l'induismo è praticamente impossibile; nel linguaggio comune con questa parola si indica l'ultima fase del lungo percorso di questa religione. Con questa parola gli europei intendevano racchiudere il «risultato non dello sviluppo spirituale di un popolo, ma di una poderosa mescolanza di razze; sistema religios-sociale indiano, autoctono, costituitosi dal brahamanesimo con progressive accettazioni di elementi originali non brahamanici e già sin dalla controriforma buddhista, vi aderisce la maggioranza della popolazione dell'India moderna. Esso abbraccia tutti i riti, gli usi religiosi, le concezioni, tradizioni e mitologie che hanno ricevuto la loro sanzione direttamente o indirettamente attraverso le sacre scritture e le prescrizioni dei Brahmani.»; ancora, H. von Stietecon afferma che «con induismo si intende non una religione, ma un collettivo di religioni, collegate fra loro da un comune spazio geografico con la sua storia e dalle condizioni socio-economiche e relazioni culturali sviluppatesi in esso». Lo sfondo comune che consente questa unità nelle differenze è la religione vedica e il sanscrito un patrimonio di credenze e liturgie proprie degli Arii, quella popolazione che si stanziò in India nel II millennio a.C.
La parola «hindu», con la quale si definscono gli adepti di tale religione, deriva dal persiano, e fu usata inizialmente dai musulmani penetrati nel subcontinente per indicarne gli abitanti, riferendosi in particolare a coloro che abitavano nella regione dell'Indo, e solo successivamente si rivelò una connotazione religiosa per indicare coloro che non si erano convertiti all'islamismo, mentre per quel che riguarda gli Europei, è dal XVI sec. che usano questo termine, dal quale è derivato presto "induismo".
La più antica forma religiosa indiana è senza dubbio un politeismo di tipo naturalistico, che col tempo viene a modificarsi in enoteismo, ed acquisiscono molto valore i sacrifici; è anche per questa caratteristica che questo culto si potrebbe dire "ricettivo", perché facilmente ingloba nuovi elementi senza scomporsi: si passa dall'animismo alle speculazioni filosofiche più profonde, e in questa stessa ottica va letto il passaggio dal Vedismo al Brahmanesimo. Fra le figure di rilievo, si distingue il brahmino, il sacerdote, e massimo eminente della classe castale, che ha fra i suoi compiti quello di istruire gli uomini e dare loro la via per la salute suprema.
Nel Rig-Veda viene a formarsi quello che si definisce panteismo: dal grande quesito su come è stato creato l'universo, chi sia stato a farlo ecc. si arriva all'abbraccio di tutto il creato atto a specchiare nel microcosmo il macrocosmo. Questo politeismo nacque al di fuori della casta sacerdotale, ma ben presto venne da essa assimilato. Il fine dell'uomo è quindi quello di raggiungere il Brahaman-Atman (anima universale), e il mondo gli si prostra pieno di dolori: è proprio da qui che nascono 6 scuole ortodosse e 10 eterodosse (queste ultime per opera del filosofo Madhavacarya nel suo compendio di tutti is sistemi filosofici).
Il Brahmanesimo, che è incluso insieme al Visnuismo e al Shivaismo nell'Induismo (anche se il Brahmanesimo è nato prima dell'Induismo), si può dire l'unica religione dell'India, che risorse col tempo, e tuttora impera in quella forma che gli Europei chiamano «Induismo». In questa dottrina si ha la concezione di una divinità tre volte creatrice (Trimurti, «di tre corpi»): Brahama, Visnu, Siva . Le tre divinità ebbero però come maggior ponente Brahma, che era il divino in senso più pieno e puro; successivamente Brahma finì per identificarsi in uno o nell'altro dei due membri della triade, diventando così una diade, tanto che poi si ebbe una visione unitaria con l'unificazione ulteriore di Visnu con le due divinità che si erano fuse in precedenza: si arrivo quindi a chiamarli Hari-Hara: come è facile notare, alla fine si ebbe una tendenza monoteistica.

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INDUISMO-PARTE SECONDA

Questi i caratteri salienti dell'induismo: si ha una radicale modifica del pantheon mitologico del brahmanesimo, c'è un nuovo indirizzo dell'esperienza mitologica e una grande varietà di sette. Oltre alle sette si crearono poi culti locali: in India c'è sempre stata, e c'è finora, una grande libertà di culto. Lo spirito e la materia sono distinti perché il primo è eterno, mentre la seconda è mutevole: così l'anima è costretta a trasmigrare in continuo finché si sia purificata, e ciò può avvenire in due modi: con una vita ascetica e contemplativa o uniformandosi a un rigido ideale etico: solo così personificata può darsi al dio Visnu per l'eternità. Dalla Bhgavadgita conosciamo la divinità Visnu-Krsna, ovvero la personificazione umana in Krsna di Visnu che si presenta, e poi si rivela, alla fine del canto incluso nel Mahabharata: già il suo duplice nome, Visnu-Krsna, mostra che questa divinità ha prima una derivazione popolare più che brahmanico. Ma sempre questa divinità ci dà l'esempio di quante suddivisioni esistano nell'induismo: tantissime sette di ognuno dei tre dei della triade. Poiché si era giunti ad un numero vastissimo, si provvedette nel XI sec. con un riordino, e la creazione quindi di 4 scuole. Così Visnu si occupa del governo delle anime e della materia e predispone quali si salveranno, quali dovranno trasmigrare, quali saranno dannate. Ve n'è un'altra delle numerose del visnuismo che è rappresentata da coloro i quali adorano Rama, grande personaggio indiano di cui si parla nel Ramayana. Rama era l'incarnazione del dio Visnu.
La preghiera, i digiuni, i riti trasformano decisamente l'esistenza individuale; la preghiera mentale e vocale è basata sulla ripetizione di formule dette mantra ripetute su "rosari" o cantate in forma litanica. Il culto provato, che si svolge principalmente al tramonto (samdhyà, congiunzione fra giorno e notte), comprende oltre all'abluione del corpo una serie di preghiere, tra le quali la più famosa è la gàyàtrì, invocazione al dio savitar.

Il Sivaismo è un'altra delle suddivisioni induistiche: si definisce come culto più arisotcratico, in quanto maggiormente praticato dai brahmini, tanto che si definisce quasi «religione professionale dei brahmani e degli uomini di lettere». In questa dottrina l'anima e la materia sono separate da Dio, come un animale legato da lacci (la materia) che gli impedisce di raggiungere il suo padrone (il Dio). Secondo alcuni l'uomo è destinato alla sua fortuna spirituale , per altri ne è l'autore. Anche nello sivaismo hanno molto peso le pratiche ascetiche. Come ben noto, nell'induismo hanno particolare rilievo anche le figure divine femminili: nel sivaismo si adora la sakti (forza) di Shiva, che però era venerato anche come figura femminile, concependola cioè come moglie della divinità, e in seguito si arrivò ad adorare Siva solo come figura femminile: proprio per questo nacquero i Tantra, testi canonici che celebravano la sakti creandola, mantenendola e distruggendola. Presto ne derivò anche un significato erotico-sessuale: in teoria deve accompagnarsi alla purezza di spirito, alla soppressione del desiderio, a un distacco assoluto da ogni cosa materiale, ma nelle pratica le deviazioni orgiastiche furono inevitabili.

Attualmente gli Induisti sono la terza comunità religiosa mondiale, dopo i cristiani e gli islamici, rappresentando il 13% circa della popolazione; la quasi totalità degli Induisti (99%) vive nell'Asia meridionale, particolarmente in India. A seguito di emigrazioni, si è diffuso anche in Asia, ha dato luogo a forme significative di sincretismo a , con presenze anche in Cina, mentre in Europa è conosciuto più per la diffusione di movimenti, come Hare-Krishna, meditazione trascendetale ecc.

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NOTE IGIENICHE

Per questioni di igiene e salute, non sono disponibile a fare il Rituale Tantra con persone affette da malattie infettive o della pelle (acne, psoriasi, vitiligine, malattie, irritazioni cutanee etc), in quanto esso prevede un prolungato contatto fisico.
Si prega inoltre di segnalare se avete subito interventi chirurgici recenti, se soffrite di problemi al cuore, fratture, pressione alta, diabete oppure se state seguendo qualche cura, assumendo medicinali o antibiotici, o facendo una particolare dieta; potrebbero essere necessari dei particolari accorgimenti o se sei obeso oltre 110 kg.. Faccio molta fatica a eseguire il Tantra Massage a persone obese. Ho appena 57 kg.! Sorry morbidone! Per finire: la fastidiosa forfora colpisce a molte persone, controllatevi. Se noto che ci sono evidenza nella giacca o che la testa è visibile come dei formaggi scadenti gratuggiati sarà impossibile il mio avvicinamento. Ma non solo! Come faccio a carezzare il cranio con capelli sporchi e unti con il cattivo odore di strutto marcio Modenese?

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